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| Il
recuperante |
Al termine della Prima Guerra Mondiale il
"recuperante" rappresentò un'autentica
professione. In tempi di autarchia perfino la più
piccola scheggia di ferro aveva un grande valore ed il
bisogno spinse molti a raccogliere tutto quanto lasciato
indietro sullo scenario di battaglia, non importa quanto
dura o pericolosa fosse quest'attività. Illuminanti, in
questo senso, sono anche le pagine scritte dal grande
scrittore di Asiago Mario Rigoni Stern nel suo libro
"Le stagioni di Giacomo".
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Il
valore del "recuperante"
Nel
tempo l'attività dei recuperanti è stata estremamente utile
anche per la messa in sicurezza di molti sentieri, una volta disseminati
di reperti poco visibili e potenzialmente molto pericolosi, oggi percorsi da migliaia di
escursionisti in cerca di panorami ed aria pura. A tutte le vittime
di questa pericolosa attività è stato dedicato il
"Capitello del Recuperante" posto sulla
strada che da
Roana
conduce in Val d'Assa.
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Il
recuperante oggi
Oggi il recuperante
non è più mosso dal bisogno ma dalla passione e dal
desiderio di non dimenticare. Una passione che può
spingerlo ad avventurarsi in zone impervie in condizioni
climatiche spesso proibitive. Un "recuperante"
della memoria, quindi, affinchè la testimonianza di
quegli eventi drammatici non vada perduta e sia da
monito a tutti noi.
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