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Il recuperante

Al termine della Prima Guerra Mondiale il "recuperante" rappresentò un'autentica professione. In tempi di autarchia perfino la più piccola scheggia di ferro aveva un grande valore ed il bisogno spinse molti a raccogliere tutto quanto lasciato indietro sullo scenario di battaglia, non importa quanto dura o pericolosa fosse quest'attività. Illuminanti, in questo senso, sono anche le pagine scritte dal grande scrittore di Asiago Mario Rigoni Stern nel suo libro "Le stagioni di Giacomo".


Capitello del recuperante - Roana


Il valore del "recuperante"
Nel tempo l'attività dei recuperanti è stata estremamente utile anche per la messa in sicurezza di molti sentieri, una volta disseminati di reperti poco visibili e potenzialmente molto pericolosi, oggi percorsi da migliaia di escursionisti in cerca di panorami ed aria pura. A tutte le vittime di questa pericolosa attività è stato dedicato il "Capitello del Recuperante" posto  sulla strada che da Roana conduce in Val d'Assa.
Giancarlo, Stefano Rovini e amici recuperanti Il recuperante oggi
Oggi il recuperante non è più mosso dal bisogno ma dalla passione e dal desiderio di non dimenticare. Una passione che può spingerlo ad avventurarsi in zone impervie in condizioni climatiche spesso proibitive. Un "recuperante" della memoria, quindi, affinchè la testimonianza di quegli eventi drammatici non vada perduta e sia da monito a tutti noi.
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Ultimo aggiornamento: 17/04/2005 - Copyright Giancarlo e Stefano Rovini.

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